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La corretta manutenzione dell’impianto elettrico: ecco gli obblighi di legge

La corretta manutenzione dell'impianto elettrico: ecco gli obblighi di legge

L’impianto elettrico è una parte integrante e fondamentale di qualsiasi realtà produttiva e commerciale, e proprio per questo motivo la sua installazione deve essere eseguita a regola d’arte, così da garantire un funzionamento ottimale e un livello di sicurezza massimo per i lavoratori. Ma non basta certo una realizzazione perfetta iniziale per garantire il pieno soddisfacimento dei requisiti di efficienza ai fini della sicurezza del sistema. No, è altresì necessaria una corretta manutenzione dell’impianto elettrico, così come definito del resto da numerose normative in vigore nel nostro Paese.

Efficienza e sicurezza dell’impianto

Di certo non deve stupire che sia lo stesso Stato ad imporre una periodica manutenzione dell’impianto elettrico: in primo luogo, infatti, l’impianto non deve costituire in alcun modo una fonte di pericolo per le persone o per le cose che si trovano ad interagire con esso; in secondo luogo poi, va sottolineato che la manutenzione dell’impianto elettrico è necessaria per assicurare una costante efficienza del sistema, così da evitare disagi, ritardi e disservizi agli operatori e quindi ai clienti.

La manutenzione dell’impianto elettrico nell’apparato normativo

Come anticipato, la Legge Italiana è piuttosto esplicita nel regolare la manutenzione dell’impianto elettrico. Nel Decreto legislativo 81/2008, precisamente dall’articolo 80 all’articolo 87 del Capo III, relativo agli impianti e alle apparecchiature elettriche del Titolo III, sull’Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, viene infatti specificato che:

«Il datore di lavoro è obbligato a mettere in campo le misure necessarie a garantire la salvaguardia dei lavoratori di fronte ad ogni tipo di rischio di natura elettrica, facendo dunque sì che tutti gli impianti, le apparecchiature e i materiali dell’azienda siano stati progettati, costruiti, installati, utilizzati e mantenuti in modo corretto»

Il datore di lavoro, in base a quanto definito in seguito alla valutazione del rischio elettrico, è obbligato ad agire di conseguenza, adottando le misure tecniche adatte per le procedure di utilizzo e di manutenzione dell’impianto elettrico, in modo da assicurare ai propri lavoratori un livello di sicurezza costante nel tempo.

Altri riferimenti legislativi relativi alla manutenzione dell’impianto elettrico, del resto, sono rintracciabili anche nel DM 37/08, nel DPR 462/01 e nell’articolo 2087 del Codice Civile.

I prerequisiti necessari

Ancora prima di pensare alla manutenzione vera e propria, affinché il rischio elettrico relativo ad un impianto sia accettabile, va verificata la sua conformità alla normativa vigente, la quale per l’appunto deve essere appurata prima di qualsiasi altra operazione. In caso di esito negativo, un intervento di adeguamento si rende necessario quanto prima.

Due tipologie di verifiche degli impianti elettrici

Affinché una corretta manutenzione dell’impianto elettrico sia effettivamente programmata e realizzata, sono ovviamente stati predisposti degli appositi accertamenti, anche se va sottolineato che, in molti casi, si tende a confondere i due differenti tipi di verifiche. Da una parte, infatti, ci sono tutte le verifiche ispettive obbligatorie relative all’impianto a terra e alle scariche atmosferiche, così come previste dal Decreto del Presidente della Repubblica 462/01, le quali vengono effettuate direttamente da professionisti incaricati dal Ministero dell’Interno; dall’altra parte, e di diversa natura, esistono invece le verifiche di tipo manutentivo, così come normate e rese obbligatorie dal decreto 81/80, ricordato nei paragrafi precedenti, le quali riguardano la manutenzione dell’impianto elettrico visto nel suo complesso.

Le responsabilità del datore di lavoro

Va sottolineato che quello della manutenzione dell’impianto elettrico è un obbligo del datore di lavoro il quale, laddove colto in fallo, può andare incontro alle relative responsabilità civili e penali per le proprie violazioni. È infatti possibile che un impianto elettrico non sottoposto a regolare manutenzione funzioni in modo corretto, ma in quel caso la garanzia di sicurezza viene meno. In una simile evenienza, ad ogni modo, un’azienda – laddove interpellata – non sarà ovviamente in grado di fornire alle autorità competenti l’idonea certificazione di regolare manutenzione, andando così incontro alla relativa sanzione. Non va inoltre scordato che, nell’eventualità di un incidente sul luogo di lavoro, è possibile che la compagnia assicurativa decida di sottrarsi al proprio accordo in caso di impianti elettrici non perfettamente mantenuti.

Le sanzioni per i datori di lavoro e per i dirigenti

Quanto alle sanzioni a carico del datore del lavoro o ai dirigenti responsabili in caso di mancata manutenzione dell’impianto elettrico va anticipato che, non esistendo un vero e proprio impianto sanzionatorio, la variabilità è piuttosto accentuata. In linea di massima si possono però distinguere due tipi di violazione. Da una parte, infatti, vi è la contestazione della mancata documentazione provante l’avvenuta manutenzione. In questo caso è prevista unicamente una sanzione amministrativa, la quale si traduce in un’ammenda non superiore ai 1.000 euro. Più grave, invece, il caso in cui il datore di lavoro o il dirigente vengono accusati di esplicita inottemperanza dell’esecuzione delle verifiche obbligatorie per legge: si parla infatti di una sanzione penale che può arrivare fino all’arresto dai 2 ai 6 mesi, accompagnata da un’ammenda fino ad un massimo di 7.000 euro.
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